1Dipartimento di Oncologia e Neuroscienze, Istituto di Psichiatria, Università G. D'Annunzio, Chieti, 2 Dietologia e Dietetica Applicata, Centro Medico Diagnostico Villa Torre, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, 3 Centro Regionale per la cura dell'obesità e dei disturbi del comportamento alimentare, Ospedale Clinicizzato, Cattedra di Nutrizione Umana, Università G. D'Annunzio, Chieti, 4 Dipartimento di Scienze Biomediche, Cattedra di Alimentazione e Nutrizione Umana, Università G. D'Annunzio, Chieti,5 Cattedra di Psicopatologia dello Sviluppo, Università Carlo Bo, Urbino
Introduzione:
Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare un protocollo di gestione dell'incremento ponderale indotto da farmaci antipsicotici.
Metodi:
Sono stati arruolati 67 pazienti in trattamento con antipsicotici tipici o atipici. L'aumento di peso è stato trattato attraverso un protocollo combinato nutrizionale e psicoeducazionale. Sono stati valutati i valori di BMI e dei dati bioimpedenziometrici all'ingresso, dopo 3 mesi e 6 mesi di trattamento.
Risultati:
Non sono state riscontrate differenze significative tra antipsicotici tipici e atipici. La clozapina ha prodotto il maggiore effetto sul peso. Le donne sono risultate più a rischio di aumento di peso. Comunque, le donne affette da Disturbo Bipolare (n=7) trattate con olanzapina, dopo i primi 3 mesi in cui avevano sviluppato un lieve incremento ponderale, mostravano dopo 6 mesi una stabilizzazione del peso e, per alcune di esse, è stato riscontrato anche un lieve decremento ponderale.
Conclusioni:
L'aumento di peso indotto da antipsicotici può essere contenuto con un protocollo combinato nutrizionale/psicoeducazionale. Ulteriori studi sono comunque necessari.
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